Le Fonti preferite permettono a una persona di indicare a Google i siti da cui vorrebbe vedere più contenuti. Se il tuo sito pubblica articoli, la domanda pratica è: i lettori possono selezionarlo e vale la pena invitarli a farlo? Puoi verificarlo prima di aggiungere pulsanti o modificare WordPress.
Che cosa cambia per chi legge
Quando una persona sceglie una fonte, i contenuti di quel sito hanno maggiori probabilità di comparire nel riquadro Notizie principali (Top Stories), contrassegnati come preferiti. Google può evidenziare la fonte anche in AI Mode e AI Overview, dove queste funzioni sono disponibili. È una preferenza scelta dal singolo utente: non fa salire automaticamente tutte le pagine del sito nei risultati di ricerca e non garantisce clic.
Per le apparizioni come fonte preferita nelle funzioni AI della Ricerca, Google richiede inoltre che il sito sia incluso nelle funzionalità di AI generativa della Ricerca in Search Console. Questo requisito è distinto dalla scelta fatta dal lettore.
Il tuo sito è selezionabile? Fai prima questa prova
- Apri lo strumento Google per le preferenze delle fonti e cerca il nome del sito o il dominio.
- Se il sito compare, prova la selezione come farebbe un lettore. Annota il dominio mostrato: è quello che useresti per un eventuale link o pulsante sul sito.
- Se non compare, non aggiungere un pulsante pensando che possa renderlo idoneo. Google indica lo strumento come verifica della presenza, ma non fornisce in questa guida una procedura per ottenere l’inclusione su richiesta.
Google ammette domini e sottodomini, non singole cartelle. Per esempio, una sezione italiana in esempio.com/it/ non può essere scelta separatamente da esempio.com. Se gestisci un sito multilingue con cartelle, non presentare il pulsante in italiano come una preferenza limitata ai soli articoli italiani.

Ha senso invitare i lettori a scegliere la tua fonte?
Immagina una rivista di settore che pubblica analisi ogni settimana e ha lettori abituali: per quel pubblico l’invito può essere comprensibile. Un’azienda che aggiorna il blog poche volte l’anno e usa il sito soprattutto per presentare servizi ha una priorità diversa. In questo secondo caso, prima del pulsante conviene chiedersi quali contenuti le persone tornerebbero davvero a leggere.
La selezionabilità è quindi solo il primo controllo. Il secondo è editoriale: chi legge questo articolo vorrebbe ricevere più contenuti da questo sito? Se la risposta è incerta, un invito a scegliere la fonte rischia di occupare spazio senza dare un vantaggio al lettore.
Se decidi di aggiungere l’invito
Google propone un pulsante JavaScript che apre il percorso di selezione e riporta il lettore alla pagina di partenza. Offre anche un link diretto, utilizzabile sul sito, in una newsletter o sui social. Il pulsante è l’opzione consigliata da Google per l’esperienza d’uso; nessuna delle due integrazioni è obbligatoria perché il sito possa comparire nello strumento.
Metti l’invito vicino a contenuti che una persona potrebbe voler seguire, per esempio alla fine di una rubrica ricorrente. Prima di estenderlo a tutto il sito, prova da mobile e da desktop che il link apra il dominio corretto, che la scelta si possa completare e che il ritorno alla pagina funzioni. Su un sito multilingue controlla entrambe le versioni, senza promettere una selezione separata per lingua.
In sintesi: verifica la presenza nello strumento, valuta il motivo per cui i lettori sceglierebbero la fonte e solo dopo decidi come invitarli. Se stai decidendo quali contenuti pubblicare e quali funzioni aggiungere al sito, la consulenza e strategia digitale di Digital Noa può aiutarti a mettere queste scelte in ordine di priorità.
Fonte: Google Search Central, guida alle Fonti preferite per gli editori.



